Gartenomia a “Vino in Villa 2007″
10 Dicembre, 2007
Sabato scorso, 8 dicembre, ho assistito alla prima giornata della manifestazione Vino in Villa, che si è tenuta a Villa Mondragone (Monte Porzio Catone, Roma). L’impressione generale è stata davvero positiva. Nonostante l’evento fosse del tutto gratuito, non ha avuto, almeno per il primo giorno, una grande affluenza di pubblico (o forse sembrava di meno vista la magnificenza della villa). Il che rivela, piuttosto, il suo (ancora) carattere di nicchia.
Proprio il fatto che non si sia trattato di un evento ad accesso limitato o a pagamento dimostra, a mio avviso, la volontà di rendere accessibile al grande pubblico la cultura dell’alimentazione e dell’enogastronomia ed il suo connubio con l’arte e la cultura di un popolo in generale.
Porte aperte al pubblico, dunque, sabato 8 e domenica 9, mentre lunedì 10 è stata la volta (con accesso riservato) degli addetti ai lavori (giornalisti enogastronomici, ristoratori, alberghieri, proprietari di enoteche e wine-bar, agenti, etc) in un workshop incentrato su “la riorganizzazione della filiera vitivinicola”, sull’esempio di buona pratica di valorizzazione del vino e del territorio del Morellino di Scansano DOCG. Le premesse sembravano davvero interessanti, ma non posso aggiungere altro visto che non vi ho partecipato.
La manifestazione ha preso l’avvio, sabato 8, con il convegno dal titolo “Un crocevia di valori del territorio”, volto appunto alla valorizzazione del territorio del Lazio e delle strade dei vini dei Castelli Romani, e che ha contato sulla partecipazione di produttori, di rappresentanti di diverse associazioni di tutela e dell’assessore alle politiche dell’agricoltura e dell’ambiente.
Agli assaggi culinari del territorio (squisita la minestra di cicerchie!) ha seguito un laboratorio del gusto realizzato da Slow Food Lazio, dove è stato possibile assaggiare otto tipi diversi di vini laziali, il tutto illustrato dalle interessanti e amene spiegazioni del presidente di Slow Food Lazio. Anche qui l’accesso era aperto a tutti, previa prenotazione (ovviamente i posti erano limitati). La conclusione: i vini laziali stanno puntando finalmente sulla qualità - anche per quanto riguarda la ricerca - in detrimento della, passata, privilegiata produzione in quantità. In effetti alcuni vini, molto accessibili anche a livello di tasca, non avevano nulla da invidiare ad altri illustri bianchi italiani.
In più, durante tutta la giornata è stato possibile degustare una grande varietà di vini del territorio, spaziando dalla provincia di Viterbo alla provincia di Latina, con sorprese dei Castelli Romani, e acquistare i vini assaggiati a prezzi davvero alla mano.
Slow Food ha anche allestito, per tutta la durata della manifestazione, una Sala del Gusto, dove è stato possibile assaggiare una pregiata selezione alimentare. Da parte mia, mi preme dire che al gusto sensoriale si è aggiunto il piacere della buona conversazione, in tutto e per tutto slow e senza fretta, con alcuni rappresentanti dell’associazione.
Infine, ma non meno importante, la Villa è stata aperta (pur non completamente) al pubblico, il quale ha avuto così modo di visitarla e di ammirare alcuni gioielli artistici. Da sottolineare anche la bravura della guida, molto disponibile alle domande e a ulteriori spiegazioni.
Un chiaro esempio di buona Gartenomia.
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